Dall'Aquila a Montecitorio protestano i terremotati
"Forti, gentili sì, fessi no", questo lo striscione che apre il corteo degli abruzzesi giunti a Roma con i pullman per un presidio sotto Montecitorio in occasione della discussione sul finanziamento per il terremoto in Abruzzo.
Oltre un migliaio i partecipanti all'improvvisato corteo costellato di striscioni. In uno di essi c'è scritto: "Case a settembre? Ma chi sci? Meggaiver?", in un altro si legge. "Più case, meno C.a.s.e.", in un altro ancora: "Gli sfollati vi aspettano al G8", in un altro: "Yes, we camp, grazie Silvio", in un altro: "99 fontane, 99 chiese, 99 calci nel culo", in un altro, infine: "Verità e giustizia. Comitato familiari vittime della casa dello studente".
Dal corteo, cori di "Buffoni, buffoni!" e slogan contro il premier Berlusconi. Ai lati della strada, moltissimi curiosi osservano la scena. Ora all'altezza di via di Pietra, il corteo è stato fermato dalle forze dell'ordine che bloccano il passaggio verso Montecitorio, e i manifestanti gridano "Vergogna, vergogna!".
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